Apostille

La procedura detta apostille venne introdotta il 5 ottobre 1961 durante la Convenzione dell’Aja: in quell’occasione la legalizzazione dei documenti, che veniva effettuata presso l’Ambasciata dello stato in cui si intende rendere valido il proprio documento, ad esempio un certificato di nascita, venne sostituita dall’apostille, un’annotazione che viene aggiunta al documento da validare presso l’autorità interna (designata dallo stato stesso al momento della firma della Convenzione) dello stato in cui il documento è stato redatto, molto spesso lo stato in cui la persona interessata dimora. Una volta effettuata la procedura, il documento verrà ritenuto valido presso il paese interessato: se redatto in lingua straniera, potrebbe però essere necessario ottenerne una traduzione. A titolo di esempio, nel caso in cui la persona interessata viva in Austria e intenda far valere il proprio certificato di nascita in Italia, può recarsi presso l’autorità interna austriaca e ottenere così la validazione del documento in Italia.

L’apostille può essere applicata sui documenti che rilascia un autorità o un funzionario dipendente da un’amministrazione dello Stato (compresi quelli formulati dal Pubblico Ministero, da un cancelliere o da un ufficiale giudiziario), sui documenti amministrativi, sugli atti notarili, sulle dichiarazioni ufficiali indicanti una registrazione, su un visto di data certa, su un’autenticazione di firma apposti su un atto privato: in gran parte documenti che riguardano legami familiari e parentela, documenti che certificano la situazione di un gran numero di immigrati. Diversamente, i documenti redatti da un agente diplomatico o consolare e i documenti amministrativi che si riferiscono a una operazione commerciale o doganale sono ancora soggetti a legalizzazione.

Riportiamo qui una lista approssimativa dei paesi che hanno sottoscritto la convenzione dell’Aja: Andorra, Antigua, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Botswana, Brunei, Bulgaria, Cipro, Colombia, Croazia, Domenica, El Salvador, Estonia, Federazione Russa, Fiji, Finlandia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Grenada, Honduras, Hong Kong, Isole Marshall, Israele, Kazakhistan, Lesotho, Lettonia, Liberia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macao, Macedonia, Malawi, Malta, Mauritius, Messico, Monaco, Namibia, Niue, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Panama, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine, Samoa, San Marino, Santa Lucia, Seychelles, Serbia e Montenegro, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Suriname, Svezia, Svizzera, Swaziland, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Tonga, Turchia, Trinidad e Tobago, Ucraina, Ungheria, Venezuela. Rimandiamo comunque al sito della Convenzione (in lingua inglese), comprensivo di lista completa dei paesi aderenti, nel caso in cui vi fosse interesse di approfondire le informazioni fornite: http://www.hcch.net/index_en.php?act=conventions.status&cid=41

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